Il pane e il suo valore


1. La produzione

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2. La trasformazione in farina

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3. La conservazione della farina

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4. La panificazione

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4.1 La fase di cottura

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4.2 Gli additivi chimici

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5. Scheda del pane

 


Il pane costituisce l'alimento base nella nostra tavola sin dal 2000 a.C. Nei secoli precedenti al nostro, questo alimento era altamente nutriente poiché era costituito da chicci interi di grano.
Il "progresso industriale" ha completamente modificato le tecniche di panificazione, peggiorando sensibilmente il valore nutritivo dell'alimentazione.
Il chicco di grano è stato privato del germe (parte più nutriente e più ricca di vitamine) e degli involucri, che vengono utilizzati come mangime; ridendo possiamo dire che gli animali mangiano meglio di noi! Anche la lievitazione ha dovuto subire un processo chimico.
Il risultato di queste modificazioni nel contenuto e nella lavorazione di questo alimento, porta ad una perdita delle proprietà, invece necessarie al nostro organismo (es. crusca, vitamine, oligoelementi, alcuni sali minerali).
Nonostante i pareri discordanti sull'alimentazione con pane integrale (pane fatto di farina di grano in cui si utilizza il chicco in tutta la sua "veste"), riteniamo che se ne dovrebbe fare un più largo uso, volendo, alternandolo con il pane bianco.
Abbiamo iniziato come consumatori ad autorganizzarsi usando nella nostra alimentazione pane integrale fatto con grano biologico (cioè coltivato senza prodotti chimici) e cotto nel forno a legna.
Abbiamo anche preparato una scheda tecnica che confronta il ciclo produttivo del pane, dalla coltivazione del grano al consumo, comparando tra di loro quello prodotto biologicamente con quello prodotto chimicamente, nelle loro differenze di valore nutritivo.


Se siete interessati ad approfondire questo discorso e all'acquisto
di pane integrale biologico, rivolgetevi a
Giorgio Barazza (tel 011-9236038 ore serali, E-mail azzarab@icip.com)







1. La produzione
Il pane era un alimento altamente nutritivo: vediamo cosa è successo.


Il frumento è il cereale maggiormente coltivato nel mondo ed è il più adatto ad essere panificato; può essere di due tipi: tenero e duro. Il tenero è quello destinato alla panificazione, mentre quello duro è più nutriente e ricco di glutine:
I grani adatti alla trasformazione in farine per la panificazione hanno rese per ettaro inferiori alle altre e non c'è una politica dei prezzi che compensi la minore resa, né un sistema di stoccaggio differenziato in funzione delle qualità, il buono (poco) ed il cattivo (molto) sono spesso mescolati.
Non sono sufficienti le caratteristiche chimico-fisiche previste dalla legge 580 per avere una farina da panificazione: è necessario conoscere i valori di altri parametri (alveografici, indici valorimetrici al farinografo, il numero di caduta). La qualità dei frumenti è andata via, via peggiorando a motivo:
· della selezione delle varietà
· dell'impiego massiccio di fertilizzanti
· dell'uso di prodotti chimici in genere
Tutto questo per aumentare le rese per ettaro e i profitti delle aziende
LA QUALITA' DEI FRUMENTI


FRUMENTO BIOLOGICO
FRUMENTO CHIMICO



Contiene:
1) grano
2) fertilità del suolo costante

Contiene:
1) grano
2) fertilizzanti
3) prodotti chimici (pesticidi...)
4) inquinamento
(residui nel prodotto e nella terra)
5) vulnerabilità del prodotto
6) maggiore quantità di energia consumata per unità di prodotto
7) fertilità del suolo decrescente
n. 67 veleni possono essere usati nei frumenti




2. La trasformazione in farina


C'era una volta il biologico
· Con i mulini a pietra (60-100 giri al minuto) la farina non si scalda, gli amidi si impregnano degli oli del germe per effetto dello sfregamento e le cellule dello strato aleuronico liberano la fitasi, un enzima che neutralizza l'acido fitico. (Acido che tende a fissare il calcio, il magnesio e altri elementi trasformandoli in sali non più assimilabili.) La fitasi neutralizza l'acido fitico.
· La cellula degli strati più esterni viene ridotta in fiocchi più o meno grossi a seconda della consistenza (crusca o cruscetta) e delicatamente amalgamati gli altri componenti: questa è la farina integrale.

Ora è così chimico
· I mulini a cilindri metallici ruotano a 300-350 giri al minuto e scorticano i diversi strati del chicco. Con questa tecnologia si raccolgono separatamente crusca, cruscetto, germe e amido.
· Il prodotto ottenuto è di facile conservabilità (non irrancidisce come la farina completa) ma presenta vari inconvenienti nutrizionali.
· Il mulino a cilindri non consente l'apertura della cellula dello strato aleuronico e la liberazione della fitasi.
· Il calore e l'elettricità del metallo producono perdite vitaminiche e altri danni non valutabili
Il grano cosi raffinato risulta più povero.

Tabella comparativa
tra 100 gr. di farina di frumento integrale e 100 gr. di farina bianca


FARINA
INTEGRALE
INGEDIENTI FARINA
BIANCA
13 gr. (144%) Proteine 9 Gr. (100%)
2,2% (440%) Sali minerali 0,5 % (100%)
50 mg (357%) Calcio 14 mg (100%)
450 mg (500%) Fosforo 90 mg (100%)
150 mg (300%) Magnesio 50 mg (100%)
0,6 mg (600%) Vitamina B1 0,1 mg (100%)
0,3 mg (750%) Vitamina B2 0.04 mg (100%)
6 mg (1200%) Vitamina PP 0,5 mg (100%)
0,7 mg (350%) Vitamina B6 0,2 mg (100%)


Effetti terapeutici della crusca:
cosa può succedere se non c'è
· Intossicazione intestinale, dovuta a sostanze non espulse velocemente
· Formazione di diverticoli intestinali (piccole sacche nelle pareti dell'intestino)
· L'irritabilità del colon (colite)
· Calcolosi biliari per l'eccesso di colesterolo non eliminato e riassorbito
· Alterazioni della struttura delle funzioni delle arterie, con concrete possibilità di emorragie, trombosi e infarti
· Emorroidi e vene varicose dovute alla eccessiva pressione addominale che ostacola una normale circolazione sanguigna
· Obesità, poiché se i cibi raffinati da una parte apportano all'organismo maggiori calorie, dall'altro saziano di meno favorendo quindi un maggiore consumo
· Cancro del colon, per la trasformazione dei sali biliari in composti tossici o addirittura cancerogeni





3. La conservazione della farina
C'era una volta il biologico...



Problemi di conservazione nel tempo richiedono un consumo veloce e vicino ai posti di produzione.
L'esigenza di portare lontano gli eserciti a stimolato la produzione a lunga conservazione

Oggi è così il chimico...
Le farine cosi ottenute con grano coltivato chimicamente raffinate e devitalizate dalla molitura presentano non pochi problemi di conservazione e lievitazione.
La legge italiana permette tutta una serie di manipolazioni e sofisitcazioni che vanno dalla vera e propria frode (aggiunta di polvere di marmo, creta caulino, solfato di sodio), all'aggiunta di sfarinati meno pregiati (farine di fave, ceci, orzo), fino ai migliorativi e conservanti chimici: possono essere aggiunti ingredienti sbiancanti e antimuffa (acido ascorbico, tartarico), tensioattivi per mantenere il pane fresco, acido ascorbico per renderlo soffice, solfato di rame ecc.



4. La panificazione


La legge stabilisce che il pane dev'essere fatto impastando la farina con acqua e lievito e sale, ma cosa succedo poi dopo?
· Impastando la farina con acqua si forma una massa elastica in seguito all'interazione tra l'acqua, l'amido e le proteine (i due costituenti principali della farina).
· Il lievito presente nell'impasto decompone gli zuccheri, presenti in piccola quantità nella farina o formatosi dall'amido, e li trasforma per fermentazione in alcol etilico e anidride carbonica
· Quest'ultima si libera come gas che cerca di uscire dalla massa dell'impasto, e lo fa gonfiare raccogliendosi sulle bolle che caratterizzano la mollica.
· Dopo un certo numero di ore di riposo, necessarie per la fermentazione, il pane è scaldato alla temperatura di 200-250 gradi in forni chiusi aventi particolari caratteristiche.
· L'anidride carbonica e l'alcool etillico escono dall'impianto come gas; il calore del pane trasforma i costituenti della parte esterna dell'impasto
· Questa parte viene ad assumere l'aspetto e il carattere croccante e aromativo della cresta.
· L'interno trattiene ancora gran parte dell'impasto ed assume il carattere ancora elastico e aromatico della mollica
Gli ingredienti


BIOLOGICO
oltre alla
FARINA CHIMICO
ACIDO-NATURALE
(= processo lento)
· Il lungo periodo di lievitazione favorisce le condizioni per fare agire la pitasi
· Dopo la cottura nel pane i fermenti saccoromiceti ricominciano a moltiplicarsi rivitalizzando di vitamine e amminoacidi il prodotto
LIEVITO





SECCO, DI BIRRA
(= processo veloce)
· Non c'è sufficiente tempo per permettere alla pitasi di agire



MARINO INTEGRALE
· Cloruro di sodio al 96-97%
· Cloruro di magnesio 0,05 - 0,9 %
· Solfato di magnesio 0,2-0,3 %
· Solfato di calcio 0,05 -1%
· Oligoelementi (potassio, boro, cromo, fluoro, zinco, rame, manganese, molibdeno, litio, stagno, arsenico oro, …)


SALE RAFFINATO:
· Cloruro di sodio al 99,9%





4.1 La fase di cottura


TEMPERATURA

MODIFICAZIONI DEL PANE

30°

Massima attività saccaromiceti
Aumento del volume del pane


45-50°

Inattivazione dei lieviti

60°
Intensa attività enzimantica,
sviluppo di gas



70-80° Evaporazione dell'acqua, aumentà per dilatazione termica il volume del gas, coagulazione dei calloidi glicimici e proteici

100° Intensa evaporazione in superficie che provoca la formazione della crosta.
Fine dello sviluppo interno del pane


120-140°

Colorazione della crosta
per la formazione di destrine


150°

.......................................................................................................................................

Carammelazioni degli zuccheri e formazione degli aromi caratteristici del pane fresco



4.2 Gli additivi chimici


(di cui la legge autorizza l'uso)
1. NELLA FARINE: E 300 (Acido ascorbico)
2. NEGLI IMPASTI PER PANIFICAZIONE:
- Addittivi con effetto conservativo: E 260, 261, 262, 263, 270, 280, 281, 282, 283
- Additivi antiossidanti: E325, 326, 327
3. NELL'ESTRATTO DI MALTO
- Additivi con effetto conservativo: E270, 280
- Addittivi antiossidanti: E325, 326, 327
4. NEGLI INGREDIENTI CON CUI SI CONSERVANO I VARI TIPI DI "PANE SPECIALE"
Latte in polvere:
- Additivi antiossidanti: E300, 301, 304, 322, 331, 339, 340
- Additivi stabilizzanti e addensanti: E400, 401, 402, 404, 406, 407, 440, 450
Burro strutto:
- Addittivi antimicrotici: E200, 201, 202, 203
- Additivi antiossidanti: E304, 306, 307, 308, 309, 310, 311, 312, 320, 321
5. COLORANTI: (anmessi solo per il burro) E160
6.GRASSI EMULSIONANTI:
- Additivi emulsionanti: E322, 471, 472, 473, 474

n. 44 tipi diversi di additivi possono trovarsi nel pane che hai appena comprato.
Chiedi al panettiere cosa ti ha venduto




5. Scheda del pane


Quanto più raffinata è la farina con cui è fatto il pane, tanto minore è il suo valore nutritivo

Il contenuto in proteine di 100 gr. di pane con 35% di umidità cioè il 35% di acqua risulta:


Pane tipo
Grammi %
"00"
4,5 100
"0"
6 130
"1"
7 170

Composizione di 100 gr di pane di farina di grano tenero:
acqua: 29-40 gr a seconda del frumento
proteine: 4,5-7 gr a seconda del tipo di farina
amido: 55-65 gr
Valore energetico: da 1 a 1,11 megajoule per 100 gr (250-280 kilocalorie per 100 gr.)


5.1 Valutazione di sintesi


Una persona media
ha un fabbisogno quotidiano di sostanze nutritive per
un valore energetico a circa 10 megajoule e di circa 50-100 gr. di proteine.
Un chilo di pane
soddisfa quindi il fabbisogno sia energetico sia proteico di un individuo per un giorno

 


Documentazione a cura
del gruppo di acquisto del pane biologico di Ciriè-Robassomero

http://www.arpnet.it/regis/pane.htm - segn1

 

 

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